lunedì 18 febbraio 2019

OCCUPAZIONE ABUSIVA E ANARCHICA IN CANALE DEI MOLASSI E PARCHEGGIO SAN PIETRO IN VINCOLI



Ministro Matteo SALVINI
Sindaca Chiara APPENDINO
Prefetto Claudio PALOMBA
Questore Francesco MESSINA




Come già precedentemente esposto al Sig. Ministro con mail del 10 febbraio u.s., in seguito alla delibera della giunta comunale del 27 dicembre u.s. con la quale si prevedeva lo spostamento del mercato di libero scambio denominato Barattolo, siamo giunti alla quinta settimana consecutiva di occupazione abusiva e incontrollata del territorio compreso nelle aree di Borgo Dora e San Pietro in Vincoli.

La reazione alla legittima delibera comunale che intendeva porre rimedio a una situazione inaccettabile di incontrollata occupazione del suolo pubblico che andava ben oltre i tempi e gli spazi previsti è diventato in queste settimane un fiume incontrollato di venditori rigorosamente abusivi, che si sta traducendo in un’incalcolabile azione di ribellione a ogni autorità giunta oramai a oltre mille presenze.

Agli evidenti danni che già precedentemente si lamentavano, ora si aggiungono ulteriori comportamenti che rischiano di saldare un’alleanza fra questo mercato e i movimenti degli anarchici che da sempre pretendono di rendere il Balon una sorta di territorio franco e libero da ogni controllo dello Stato e che successivamente alla vicenda dello sgombero dell’asilo di via Alessandria si sono ulteriormente impegnati a farlo.

Devianti riconducibili a frange alternative, cercano con ogni mezzo di imporre il loro personalissimo sistema di controllo nel territorio di Porta Palazzo, Borgo Dora e Aurora.
Sono quartieri che da sempre considerano il loro territorio di conquista ma che, nella realtà si sono sempre dimostrati inospitali nei loro confronti.
Negli ultimi anni, questi individui sono stati respinti, a partire dallo sgombero di un immobile privato di via Lanino (in pieno Borgo Dora).
Ora dopo lo sgombero dell’ex asilo di via Alessandria cercano in qualsiasi modo di reagire perché non vogliono lo Stato e le forze dell’ordine nel quartiere, voglio invece imporre la loro protezione, se necessario con prepotenza, pretendono di sostituirsi allo Stato e alla legge, aspirano a conquistare il controllo dei mercati, hanno bisogno che il Barattolo resti in questo territorio perché hanno bisogno di confusione e di degrado per prosperare le loro attività.
Più volte si sono schierati a difesa di abusivi di merce contraffatta o rubata impedendo l’intervento delle forze dell’ordine e della Polizia Municipale.
Di fatto, sabato 16 febbraio, registriamo:

  • presenza già dal venerdì sera di bande di facinorosi di anarchici intenti a preparare l’occupazione del giorno successivo, il tutto con contorno di vari falò notturni, ma anche nella giornata del sabato, dislocati in tutta l’area, alimentati da materiale plastico o pezzi di legno verniciati che rilasciano nell’atmosfera del fumo ammorbante e tossico;
  • la presenza di manipoli nemmeno poco numerosi di anarchici che hanno impegnato con arroganza un pezzo del vicino mercato del Balon (storico mercato delle pulci di Torino) obbligando i normali operatori a lasciare spazi che vengono destinati a costruire un ristorante-griglia a cielo aperto con annessa stazione di cucina, attrezzata con due bombole del gas senza alcuna protezione, nel tentativo di attirare la simpatia dei loro sodali con la presenza di altoparlanti per diffondere musica ad alto volume;
  • la guerra tra bande etniche per la spartizione delle aree di territorio che si stanno via via occupando, risse tra operatori per ottenere con la violenza degli spazi più vantaggiosi, nonché risse tra anarchici e gruppi violenti di operatori che si contendono il potere e il controllo del mercato;
  • gli anarchici che con atteggiamenti aggressivi e autoritari tentano di dominare gli abusivi e di convincerli ad accettare la loro protezione, vantando una loro presunta impunità;
  • raccolta abusiva di danaro pretestuosamente destinato a pagare i pulitori post mercato dell’area;
  • alla fine delle contrattazioni le due aree restano in completo abbandono, sommerse da ogni sorta di rifiuto che tutt’al più viene ammonticchiato attorno ai contenitori Amiat a cui tocca in seguito il compito di caricarli manualmente sui mezzi per conferirli in discarica.
Premesso il nostro totale accordo con la delibera che stabilisce lo spostamento del mercato controllato da un’associazione apposita in un’altra area della città, ci preme sottolineare il totale pericolo che incombe su questo pezzo di territorio e che incombe oramai senza che sia minimamente contrastato.

Come cittadini chiediamo alle Istituzioni e allo Stato di essere difesi intervenendo in questo frangente così come si è saputo intervenire per lo sgombero dell’ex asilo di via Alessandria, in quanto oramai gli stessi che occuparono quello stabile stanno lavorando per saldarsi a una situazione già di per sé asociale della quale pensano e pretendono di diventarne i tutori, i garanti e i promotori.

Ogni ulteriore attesa non fa che favorire la loro convinzione di poter agire in un territorio franco e al di là di ogni legge dello Stato.

Confidiamo in una reazione dello Stato, capace di dimostrare che la legge non può e non deve essere disattesa.

Distinti saluti.


Associazioni e Comitati Riuniti di Porta Palazzo
Associazione Commercianti Balon
Associazione Cortile del Maglio
Associazione Commercianti Corso Giulio Cesare
Associazione di via Quadrilatero Romano
Associazione Galleria Umberto I°
Comitato Aurora e Legalità
Comitato Cittadini Quadrilatero Aurora
Comitato Sponde Dora e vie limitrofe
Commissione di Mercato Porta Palazzo
Cooperativa IV Mercato Alimentare di Porta Palazzo
Cooperativa V Mercato Alimentare di Porta Palazzo
Residenti Condominio via Cirio n. 1
Residenti Condominio via Cirio n. 3
Residenti Condominio via Cirio n. 9
Residenti Condominio via Cirio n. 13
Residenti Condominio via Cirio n. 15
Residenti Condominio via Cirio, n. 17
Residenti Condominio corso Ciriè n. 17
Residenti Condominio corso Ciriè n. 31
Residenti Condominio strada del Fortino n. 8
Residenti Condominio via Pesaro n. 26
Residenti Condominio via Pesaro n. 29
Residenti Condominio via Pesaro n. 37
Residenti Condominio via Pesaro n. 40
Residenti Condominio via Pesaro n. 43
Residenti Condominio via Pesaro n. 44
Residenti Condominio via Pesaro n. 50
Residenti Condominio via Robassomero n. 5
Residenti Condominio via Rovigo n. 2
Residenti Condominio via Rovigo n. 4
Residenti Condominio via Salerno n. 52
Residenti Condominio via Sassari n. 34
Soluzione Artistiche Impresa Sociale S.r.l. (gestione Turin Eye)
Un’Aurora per tutti


giovedì 24 gennaio 2019

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE SERGIO CHIAMPARINO


Apprendiamo da un video pubblicato dagli organi di stampa le Sue parole in merito alla questione libero scambio: “Potete ancora fare uno sforzo per razionalizzare meglio quello che c’è?”.
 
Le Sue parole ci stupiscono perché sembra che Lei non conosca ciò che accade qui da diciotto anni. Tanto è il periodo trascorso da questo territorio sotto lo schiaffo di una scelta che ha imposto a cittadini e commercianti di convivere forzosamente con atti, comportamenti, realtà e inciviltà per affrontare i quali abbiamo invocato che le amministrazioni cittadine (tra le quali le sue) intervenissero per porre un rimedio, un freno, un controllo allo scempio che veniva fatto dell’area. 
 
Le varie delibere che si sono susseguite, con i loro regolamenti acclusi, hanno sempre permesso all’identico concessionario di infischiarsi di ogni controllo, visto che era lo stesso concessionario ad essere titolare dei controlli sugli operatori del libero scambio, sulla provenienza delle loro merci e sulla correttezza degli scambi. Cittadini e commercianti hanno implorato che tale “razionalizzazione fatta meglio” avvenisse per 18 lunghi anni.

La razionalizzazione migliore è evidentemente evidenziata nella delibera del Comune dello scorso 27 dicembre, lo spostamento tiene infatti conto dei problemi di sicurezza evidenti a cui bisognava porre rimedio, uno sforzo fatto in diverse riprese con una certa attenzione ai dettami imposti dalla Circolare Gabrielli in tema di sicurezza, nonché dai vincoli sui beni culturali architettonici e paesaggistici ed in seguito alla nuove norme sul commercio imposte dalla Regione Piemonte.

Lei conosce molto bene Porta Palazzo ed il Balon e quindi ancora di più ci stupisce il fatto che si lasci “tirare dentro” alla diatriba, strumentalmente costruita ad arte per confondere le persone. Lei non ha incontrato gli operatori dello storico mercato del Balon, e lo sa bene, Lei ha incontrato gli operatori del libero scambio, realtà costruita ex novo 18 anni fa e collocata a forza dentro al Balon. Sono due cose ben diverse.

Per tutti questi anni abbiamo cercato un qualche livello di convivenza, ciò avveniva giocoforza poiché da una parte avevamo il concessionario che negava sempre ogni evidenza di trasgressione alla concessione e dall’altra un’amministrazione che faceva finta di affrontare le cose affidando al concessionario il compito delle soluzioni. Si trattava di un tiramolla consueto che ha sempre “gabbato” coloro che a fatica dopo mesi di anticamera riuscivano a “incrociare velocemente” l’Assessora di competenza.

Come può sperare poi che il concessionario, quello stesso che ha organizzato l’occupazione di sabato scorso, sia un soggetto credibile a trattare una soluzione; l’unica soluzione perseguita è quella di continuare a fare ciò che ha sempre fatto: usare strumentalmente la questione della “povertà” per lucrare economicamente sui costi imposti a quei “poveri cristi” che, quelli si, avrebbero meritato e meritano ben altre azioni per favorirne la crescita e l’uscita dalla loro condizione, piuttosto che continuare a rovistare nei cassonetti dell’immondizia cittadina o ricettare merce di dubbia provenienza.

Quando vorrà incontrare gli operatori del Balon, quello vero, quelli che da 150 anni, tra sudore e fatica, portano avanti questo mercato, sappia che noi La aspettiamo molto volentieri.

La cosa più triste è che di tutte le parole, spesso a sproposito, che si fanno intorno alla questione del libero scambio, il risultato finale sia che i poveri restano l’ostaggio dei soliti furbetti. 
 
Aprite gli occhi !!!


Associazione Commercianti Balon
Associazioni e Comitati Riuniti di Porta Palazzo
Associazione Cortile del Maglio
Residenti Condominio via Cirio n.1
Residenti Condominio via Cirio n.3
Residenti Condominio via Cirio n.9
Residenti Condominio via Cirio n.13
Residenti Condominio via Cirio n.15
Residenti Condominio via Cirio n.17
Residenti Condominio via Ciriè n.17
Residenti Condominio via Ciriè n.31
Residenti Condominio strada del Fortino n.8
Residenti Condominio via Pesaro n.26
Residenti Condominio via Pesaro n.29
Residenti Condominio via Pesaro n.37
Residenti Condominio via Pesaro n.40
Residenti Condominio via Pesaro n.43
Residenti Condominio via Pesaro n.44
Residenti Condominio via Pesaro n.50
Residenti Condominio via Robassomero n.5
Residenti Condominio via Rovigo n.2
Residenti Condominio via Rovigo n.4
Residenti Condominio via Salerno n.52
Residenti Condominio via Sassari n.3

domenica 20 gennaio 2019

COMUNICATO STAMPA - 20 GENNAIO 2019

inviato a:  
Prefetto Dott. Claudio PALOMBA
Questore Dott. Francesco MESSINA
Sindaca Chiara APPENDINO
Comandante Provinciale Carabinieri Francesco RIZZO
Comandante Provinciale Guardia di Finanza Gen. B.ta Guido Maria GEREMIA
Assessore Roberto FINARDI
Assessore Alberto SACCO
Comandante Polizia Municipale Emiliano BEZZON




                             18 ANNI DI BUGIE!
 
19 gennaio 2019, la delibera di spostamento del mercato del Barattolo che l’attuale Amministrazione cittadina ha finalmente pubblicata ascoltando le legittime richieste che da 18 anni segnalano le difficoltà che il mercato del Barattolo provoca sul territorio, prevede che il Canale dei Molassi debba restare libero ma qualcosa non va.

Sino da sabato 12 gennaio viene convocata dal Comitato Oltredora una manifestazione di protesta per il sabato successivo alle ore 10,00.

Dal pomeriggio di venerdì 18, però, alcuni iniziano a presidiare lo spazio ancora libero di Canale dei Molassi e del parcheggio di San Pietro in Vincoli e così si va avanti per tutta la notte tra litigi, urla, strepiti e fuochi accesi sparsi ovunque.

A qualche residente capita di avere una finestra rotta a sassate e anche il muro imbrattato di scritte.

La mattina a partire dalle ore 4,00 un numero ben maggiore di persone si impossessa dello spazio e avvia come nulla fosse le solite attività di mercanteggiamento; arrivano caravan, furgoni e auto stracariche di cose.

Sono pur sempre le stesse persone inquadrate nell’Associazione Vivi Balon, questa volta però si tratta evidentemente di un’occupazione abusiva e chiaramente senza titolo alcuno in quanto l’area destinata a questa attività è quella di via Carcano.

Da via Carcano con un sorrisetto di circostanza arrivano i responsabili dell’Associazione Vivi Balon dicendo che nessuno si era presentato nella sede dell’associazione per prenotare lo stallo del sabato in via Carcano.

Qui sembrerebbe presentarsi una situazione in fondo semplice da leggere, peccato che ad una riflessione più lucida si tratta di aggiungere che: visto che l’Associazione Vivi Balon ha sottoscritto un contratto di gestione di un’area pubblica, visto che si è impegnata ad essere garante del corretto svolgimento delle attività del mercato del Barattolo, visto che nulla di tutto questo si è mai svolto in termini corretti in quanto da sempre i comportamenti presenti nel mercato del Barattolo sono non rispettosi delle regole e incontrollati dai responsabili dell’Associazione, nulla di meglio ci si poteva aspettare quando si tratta di accettare un provvedimento che finalmente si è fatto carico delle giuste ragioni dei cittadini che abitano in quel territorio e dei commercianti che lì lavorano.

Infatti abbiamo assistito per noi ad un normale comportamento incivile, per gli altri, che non vi sono abituati, a quanto di peggio ha saputo fare il concessionario che dovrebbe garantire la legalità e la correttezza dell’uso del territorio e degli scambi commerciali.

Quindi, o il concessionario ha rinunciato a svolgere la sua funzione, oppure non ha mai saputo tradurre in pratica la “mission” che gli consegna la concessione che ha sottoscritto, ovvero di condurre un comportamento al limite del lecito, così come era il mercato del libero scambio precedentemente, verso comportamenti più adatti e rispettosi delle leggi, dei regolamenti e dei rapporti con il territorio, fino a riqualificare gli operatori dando loro un’opportunità di crescita, di collocamento nell’ambito di una professione efficace.

Siamo ben lieti di leggere nel sito “Macerie” del 30 dicembre 2018, che si riferisce all’area alternativa: “Resta ancora da chiarire, e forse lo scopriremo, la posizione di Vivi Balon in tutta questa vicenda….(che) si riscopre agitatrice di folle nel momento in cui vede messo in pericolo il suo stesso profitto….”.

Finalmente si smaschera il grande bluff della farlocca “Onlus” Vivi Balon che da sempre specula, parlando di povertà e di aiuto sociale, facendo invece un suo bel ricco profitto e facendo infatti pagare agli sprovveduti operatori delle esose quote di partecipazione che non corrispondono al costo della concessione e che lasciano disponibili ricche prebende.

Non ultimo è l’argomento della vita associativa che in realtà non esiste, infatti ogni singolo operatore viene, tiranneggiandolo, ad essere una sorta di massa manovrabile a disposizione di coloro che eternamente hanno governato le sorti di Vivi Balon.

L’area del Balon storicamente si è sempre offerta ad operatori diversi come luogo accogliente dove crescere fino a poter esprimere le proprie qualità personali e professionali.

Nel tempo donne e uomini di ogni provenienza hanno trovato attraverso il loro desiderio e il loro lavoro il modo di far crescere una comunità che oggi si mostra ancor più disponibile a promuovere questa antica vocazione del luogo e gli ottimi rapporti con i residenti sul territorio, cosa che non si può dire del mercato di libero scambio che ha saputo distruggere ogni simpatia presso tutti i residenti e i commercianti.

A quei pochi, pochissimi che sostengono il contrario chiediamo un po' di onestà intellettuale!

Negli anni il territorio si è sempre ribellato, a Porta Palazzo, Borgo Dora e Aurora, proprio ai comportamenti e alle difficoltà che il mercato di libero scambio porta inevitabilmente con sé. A rinforzo di ciò sarebbe bene ricordare che in nessuna circoscrizione i cittadini ne hanno mai richiesto la presenza.

Perché questo è il Balon storico che ha oramai 150 anni e che nessuno intende spostare, mentre fare confusione tra il Barattolo che si porta appresso grandi criticità e il Balon vero è ancora una volta un modo per carpire la benevolenza di tutti quei frequentatori del Balon giustamente affezionati alla tradizione.

E’ arrivato il momento di accorgersi che la gestione del libero scambio è un trucco, oppure ha fallito nel suo compito.


Associazione Commercianti Balon
Associazioni e Comitati Riuniti di Porta Palazzo
Associazione Cortile del Maglio
Associazione Commercianti corso Giulio Cesare
Associazione Galleria Umberto I°
Comitato Cittadini Quadrilatero Aurora
Comitato Sponde Dora e vie limitrofe
Commissione di Mercato di Porta Palazzo
Cooperativa IV Mercato Alimentare
Cooperativa V Mercato Alimentare
Residenti San Pietro in Vincoli e vie limitrofe
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giovedì 27 dicembre 2018

COMUNICATO STAMPA SPOSTAMENTO BARATTOLO


COMUNICATO STAMPA
27 dicembre 2018




Apprendiamo con grande soddisfazione della delibera, votata in Giunta Comunale in data odierna, che prevede lo spostamento del mercato del Barattolo in via Carcano entro il 19 gennaio p.v., non possiamo che esprimere grande soddisfazione per questo esito che i cittadini attendevano oramai da 18 anni.

Non ci resta che ringraziare tutti coloro che si sono veramente prodigati per questo esito finale, cosa che ci permetterà di riprendere la progettazione della riqualificazione dell’intera area di Borgo Dora e di San Pietro in Vincoli e con questo speriamo di abbassare le tensioni che hanno vissuto fino ad oggi i residenti, gli ambulanti e i commercianti.


Associazione Commercianti Balon
Associazioni e Comitati Riuniti di Porta Palazzo
Associazione Cortile del Maglio
Associazione Commercianti corso Giulio Cesare
Associazione di via Quadrilatero Romano
Associazione Galleria Umberto I°
Associazione Rinascita di Porta Palazzo
Comitato Cittadini Quadrilatero Aurora
Comitato Sponde Dora e vie limitrofe
Commissione di mercato di Porta Palazzo
Cooperativa IV Mercato Alimentare
Cooperativa V Mercato Alimentare
Residenti San Pietro in Vincoli e vie limitrofe
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lunedì 10 dicembre 2018

SE LA POLITICA NON MIGLIORA LA VITA DEI CITTADINI, NON SERVE A NIENTE

COMUNICATO STAMPA

Abbiamo chiesto aiuto, abbiamo sperato, progettato, proposto, abbiamo creduto nello spostamento definitivo del mercato del libero scambio da Canale dei Molassi e da San Pietro in Vincoli.

Dal luglio 2016 l’Assessore Sacco è d’accordo, dal giorno della festa del Carnevale del Balon 2017 la Sindaca Appendino è d’accordo, dal novembre 2017 l’Assessore Giusta è d’accordo e lo ha dichiarato in assemblea pubblica davanti a Sindaca e ad altri assessori.

Così si è pronunciato anche l’Assessore Finardi a favore dello spostamento a tutela della sicurezza del Canale dei Molassi, d’accordo anche l’Assessore Unia, così come la Polizia Municipale e le forze dell’ordine, tutti d’accordo soprattutto per motivi tecnici di sicurezza e di controllo, i consiglieri comunali di maggioranza sono d’accordo, dall’agosto scorso lo hanno dichiarato con tanto di comunicato stampa.

Persino la maggior parte dei consiglieri di minoranza è d’accordo, come testimoniano diversi interventi in consiglio comunale; la Circoscrizione 7 è d’accordo addirittura a non voler più ospitare il fenomeno, con tanto di comunicati stampa.

Insomma, tutti d’accordo ma niente è stato fatto di concreto. E’ ancora tutto fermo lì, tutto uguale a prima. Parole, parole, parole…mentre i residenti e i commercianti da 18 anni patiscono, subiscono e combattono. Proprio per questo facciamo fatica a capire perché, tutti sono d’accordo ma in concreto, questo spostamento non s’ha da fare.

Questo è uno strano caso, più unico che raro, in cui maggioranza e minoranza consiliare sono praticamente quasi tutti d’accordo nel dire che il libero scambio lì non può stare e che va spostato, e poi non si sposta.

A questo punto la riflessione è d’obbligo: ma perché mai noi comuni mortali, dobbiamo continuare a soffrire, a sopportare disagi economici che ci costringono a chiudere le nostre attività, a cambiar di casa per evitare di sopportare malesseri causati da una qualità della vita scadente in un territorio indisciplinato? Perchè mai tutti sembrano avere più ragione di quelli che qui vivono e lavorano?

Ci siamo persuasi che state governando un territorio contro gli stessi diritti della maggioranza della popolazione del territorio.

Chiediamo ai membri del Consiglio Comunale: che fareste al nostro posto?

Movimenti “No Barattolo”? Stop ai pagamenti del suolo pubblico? Restituire le licenze commerciali ed i tesserini per i venditori non professionisti? Oppure, tutti sotto il Comune o in Piazza Castello, che va tanto di moda ultimamente?

Da noi ci sono qualche madamina ed anche qualche montagnina, ma ci sono soprattutto persone che si spaccano la schiena tutti i giorni e invocano il diritto di lavorare e vivere con dignità nel rispetto delle regole per tutti.
Non ci interessa strumentalizzare e non ci interessano le bandierine politiche. Ci interessano i risultati.

Altri al nostro posto si sarebbero arresi ai soprusi ed alle ingiustizie da tempo, ma noi siamo il Balon e Porta Palazzo con orgoglio e con fierezza.

Ci è stato chiesto del tempo per risolvere una situazione complessa; da persone responsabili abbiamo atteso, però non confondete il buon senso e la comprensione con l’ingenuità o la stupidità.

Il continuo essere d’accordo da parte di tutti e questa protratta inazione, dal prossimo mese di gennaio, ci incoraggerà e giustificherà un ulteriore inasprimento della nostra protesta. Ci rivolgiamo a lei sindaca, a voi assessori competenti e a voi consiglieri di maggioranza: ne siete responsabili, nessuno si senta assolto, siete tutti coinvolti.


Buon Natale.


Associazioni Commercianti Balon
Associazioni e Comitati Riuniti di Porta Palazzo      
Associazione Cortile del Maglio
Associazione di Via Quadrilatero Romano
Associazione Corso Giulio Cesare
Associazione Galleria Umberto I°
Associazione Rinascita di Porta Palazzo
Comitato Cittadini Quadrilatero Aurora
Comitato Sponde Dora e vie limitrofe
Commissione di Mercato di Porta Palazzo
Cooperativa IV Mercato Alimentare
Cooperativa V Mercato Alimentare
Residenti Condominio via Cirio n. 1
Residenti Condominio via Cirio n. 3
Residenti Condominio via Cirio n. 9
Residenti Condominio via Cirio n. 13
Residenti Condominio via Cirio n. 15
Residenti Condominio via Cirio n. 17
Residenti Condominio via Ciriè n. 17
Residenti Condominio via Ciriè n. 31
Residenti Condominio strada del Fortino n. 8
Residenti Condominio via Pesaro n. 26
Residenti Condominio via Pesaro n. 29
Residenti Condominio via Pesaro n. 37
Residenti Condominio via Pesaro n. 40
Residenti Condominio via Pesaro n. 43
Residenti Condominio via Pesaro n. 44
Residenti Condominio via Pesaro n. 50
Residenti Condominio via Robassomero n. 5
Residenti Condominio via Rovigo n. 2
Residenti Condominio via Rovigo n. 4
Residenti Condominio via Salerno n. 52
Residenti Condominio via Sassari n. 3
Soluzioni Artistiche Impresa Sociale S.r.l. (gestione Turin Eye)
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domenica 2 dicembre 2018

IL COMITATO SICUREZZA DI PORTA PALAZZO...QUESTO SCONOSCIUTO!




 COMUNICATO STAMPA





Risultati immagini per PARTECIPAZIONE CITTADINI
 COMUNICATO STAMPA

Apprendiamo dagli organi di stampa della nascita di un nuovo tavolo di cittadini, che si riferisce al territorio cittadino di Aurora, che godrebbe di un certo credito e attenzione presso il governo della città.

Ci permettiamo di sottolineare che, da più di vent’anni lavorano e costruiscono relazioni e progetti altri Comitati spontanei di cittadini che potremmo a buon diritto chiamare storici, in quanto posseggono patrimoni di competenze acquisite in decenni di lavoro e di relazioni che permettono loro di poter rappresentare e sostenere le esigenze e progettualità del territorio di Porta Palazzo, Borgo Dora e Aurora.

A queste realtà organizzate e democratiche – da tempo consolidate da un’ultra decennale partecipazione – oggi vengono sottratti i luoghi di interazione: il Comitato Sicurezza di Porta Palazzo, un tavolo istituzionale congiunto con Associazioni e Comitati del territorio, costituito nel 2001, presieduto dal Presidente della Circoscrizione VII che in osservanza delle indicazioni prefettizie ha la funzione di mediatore, il Commissariato di Polizia di Stato Dora-Vanchiglia, il Commissariato di Polizia di Stato Barriera di Milano, la Compagnia Oltre Dora e la Stazione dei Carabinieri Torino-Borgo Dora, il Nucleo Operativo pronto impiego Guardia di Finanza, la Polizia Municipale del Presidio di Porta Palazzo e della Circoscrizione VII; per la città di Torino: il Settore Commercio, la ASL 4, i Servizi sociali della Circoscrizione VII, l’Ufficio Minori Stranieri e l’Amiat.

Il Comitato Sicurezza di Porta Palazzo, è stato antesignano dei nuovissimi “tavoli di progettazione civica”, da anni ha svolto un ruolo di raccordo importante, i cui obiettivi sono stati l’incremento della collaborazione istituzionale in materia di Sicurezza Pubblica, la promozione di un rapporto diretto tra forze dell’ordine e territorio, oltre a favorire e valorizzare l’operato di comitati e associazioni attivi nel quartiere attraverso le competenze acquisite nel corso degli anni di impegno e con la collaborazione delle istituzioni.
 
Ora, non stiamo chiedendo “un tavolo di progettazione civica”, bensì che sia ricostituito “quel tavolo istituzionale” perché già esistente, plurisperimentato, collaudato, funzionale e plasmato sulle esigenze di Porta Palazzo, Borgo Dora e Aurora, luoghi in cui esiste un tessuto sociale ad alta tensione in presenza di convivenze urbane irrisolte, dove il tema della sicurezza è predominante e necessita del massimo ascolto ed attenzione da parte di interlocutori competenti, dove non vogliamo rischiare di vedere vanificati anni di proficuo lavoro partecipato.

Riteniamo invece che proprio il collaudato meccanismo del Comitato Sicurezza di Porta Palazzo, debba ricevere una nuova e maggiore attenzione anche da parte della Sindaca e degli Assessori competenti onde ottenerne l’ascolto dovuto, i quali invece sino ad ora, seppure sollecitati, non hanno certamente brillato per essere interlocutori diretti nella causa della ricostituzione del Comitato Sicurezza di Porta Palazzo.
Senza eccessivo orgoglio, diciamo che il Comitato Sicurezza di Porta Palazzo lo abbiamo conquistato con grande fatica e con grande impegno di tempo e di energie sottratte al lavoro, alle famiglie e al tempo libero e si dovrebbe riconoscere che sono state indispensabili per riuscire a contenere una situazione francamente difficile.
 
Crediamo invece che non si debba disperdere un’eredità così importante che ha permesso ai diversi Comitati spontanei e Associazioni di cittadini di conoscersi e di confrontarsi, di condividere azioni sul territorio, di verificare criticità simili e diversi su altre zone del quartiere, proponiamo invece un concreto potenziamento del Comitato Sicurezza di Porta Palazzo onde rilanciare una rinnovata idea di progetto-azione tra istituzioni e cittadini affinché possa continuare la valorizzazione di tutti i comitati e le associazioni attivi nel quartiere.


ASSOCIAZIONI E COMITATI RIUNITI DI PORTA PALAZZO
ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI BALON
ASSOCIAZIONE CORTILE DEL MAGLIO
ASSOCIAZIONE CORSO GIULIO CESARE
COMITATO CITTADINI QUADRILATERO AURORA
COMITATO SPONDE DORA E VIE LIMITROFE
UN'AURORA PER TUTTI


SOTTO LA FASCIA, NIENTE



Immagine correlata
Vado, anzi non vado più, anzi vado ma ci mando la fascia.
Ovvero lo strano caso della fascia tricolore ciclotimica.



Chiara ha perso la testa” la rabbia dei consiglieri.

Quanto pubblicato su La Stampa in merito all’annunciata decisione della sindaca di non partecipare alla manifestazione No Tav, prevista per sabato 8 dicembre p.v., porta a fare una serie di considerazioni.

Si tratta qui di capire e commentare quanto riferiscono alcuni articoli di stampa, ovvero che la sindaca non avrebbe partecipato alla manifestazione e non sarebbe stata quindi – di conseguenza - portata in piazza la fascia tricolore che contraddistingue la presenza dell’autorità cittadina a eventi in pubblico.

Due quindi i passaggi; per il primo si tratta della presenza, o meno, della prima cittadina alla manifestazione e per il secondo della presenza della fascia alla manifestazione stessa.

La prima questione implica la posizione politica della sindaca la cui assenza in piazza – segnalata da un articolo a firma di Federico Callegaro su La Stampa del 19 novembre – avrebbe scatenato la sua maggioranza, provocando una fatale rottura dell’unità e del consenso della compagine stessa.

I consiglieri, avendo la conferma della eventuale titubanza della sindaca – espressa dalla sua assenza in piazza - , avrebbero condotto a quel Chiara ha perso la testa, la loro distanza politica dalla loro sindaca.

Più tardi sullo stesso giornale con un nuovo articolo a firma di Andrea Rossi, Manifestazione No Tav, l’8 dicembre, il vicesindaco Montanari sarà in piazza con la fascia tricolore, veniamo a sapere che le posizioni si sono ricomposte e leggiamo che in piazza andrà il vice-sindaco che indosserà anche la fascia tricolore.

Ci sia permesso qui di riprendere alcuni concetti che ci sembrano andati perduti; essi sono di etichetta istituzionale quindi evidentemente un po’ distanti dal “gusto pentastellato”.

Si legge nel sito del Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’interno:
La disciplina dell’uso della fascia tricolore è legata alla natura delle funzioni del sindaco quale capo dell’Amministrazione comunale ed ufficiale di Governo. Allorquando il sindaco sia assente o impedito temporaneamente ai sensi dell’art. 53, c. 2 del T.U.O.E.L., spetta solo al vice sindaco fregiarsene. Pertanto l’uso del tricolore, anche per delega dello stesso sindaco, da parte di altri soggetti, seppur incardinati nell’Amministrazione comunale o facenti parte di Organismi o Enti a cui partecipino gli Enti locali con propri rappresentanti, non è in linea con il dettato normativo.

Da quanto sopra esposto risulta che la partecipazione della fascia tricolore è legata alla funzione stessa di ufficiale del Governo e l’indossarla in una manifestazione politica di una parte della politica cittadina è un atto non previsto dall’etichetta, ovvero una forzatura che è imputabile o a un abusivo atto di imperio di una parte politica, ancorché essa sia la maggioranza politica del Consiglio Comunale, o a una sostanziale ignoranza dei simboli istituzionali.
In entrambi i casi siamo di fronte all’evidente mancanza di attenzione al senso delle istituzioni pubbliche.

Essere la maggioranza politica del Consiglio Comunale non implica la possibilità di appropriarsi dei simboli della città, dimenticando che esservi presente non è che l’esercizio di una funzione che la legge affida agli eletti, che non può essere di uso esclusivo solo di una parte della politica cittadina.

Come non diffidare di un atto che simbolicamente evidenzia una mancanza d’attenzione per il senso dell’istituzione e di cultura istituzionale, proprio nel momento in cui una moltitudine di cittadini si pone con grande evidenza in una posizione di conflitto con la parte che governa la città?

Altre volte abbiamo visto la fascia tricolore sulle spalle di donne e uomini con cariche istituzionali sfilare in manifestazioni in difesa del proprio territorio.

Si veda ad esempio le manifestazioni NO TAP dei sindaci pugliesi a Roma, così come si vedevano durante le prime manifestazioni NO TAV dei sindaci della Val Susa, dove si tratta, in quei casi, di una parte importante di un intero territorio – rappresentato dalle loro istituzioni – che manifesta la propria contrarietà a decisioni ritenute lesive del proprio diritto.

In quei casi la diversa sfumatura è data dal fatto in tutte quelle istituzioni erano rappresentate diverse e composite forze politiche che, al di là delle loro differenze politiche, si stringevano unanimemente nell’esprimere la loro posizione di amministrazioni pubbliche.

Potrà sembrare un discorrere troppo fine ma la finezza è il sale che insaporisce tutte le relazioni, da quelle personali a quelle istituzionali.

Rinunciarvi significa viepiù perdere per strada la propria qualità e rinunciare alla democrazia. 



Pubblicato su Civico 20 News - 26.11.2018
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